Nomina RSPP: guida completa alla scelta tra RSPP interno, esterno o datore di lavoro
La figura del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è la “testa pensante” della sicurezza in azienda. La nomina dell’RSPP non è solo un atto burocratico da archiviare: è la scelta del professionista che diventerà il braccio destro del datore di lavoro per evitare infortuni e sanzioni penali.
Tuttavia, il D.Lgs 81/08 offre diverse strade: puoi farlo tu (se sei il titolare), puoi assumere qualcuno o puoi chiamare un consulente. Ma come orientarsi? In questo articolo vedremo quando conviene nominare un rspp interno o esterno, quali sono gli obblighi e come gestire correttamente l’incarico.
Le 3 opzioni per la nomina dell’RSPP
Il Datore di Lavoro ha l’obbligo indelegabile di designare l’RSPP. A seconda delle dimensioni e del settore dell’azienda, si aprono tre scenari:
- RSPP Datore di Lavoro: il titolare si auto-nomina (previo corso di formazione specifico).
- RSPP Esterno: l’azienda affida l’incarico a un professionista qualificato esterno.
- RSPP Interno: l’azienda nomina un dipendente in possesso dei requisiti (o in casi specifici crea un ufficio interno dedicato).
Datore di lavoro come RSPP: quando è possibile?
Molte piccole imprese optano per questa soluzione per risparmiare. Il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione, ma solo se l’azienda rientra in questi limiti:
- Aziende artigiane o industriali: fino a 30 addetti.
- Aziende agricole o zootecniche: fino a 30 addetti.
- Aziende della pesca: fino a 20 addetti.
- Altre aziende (es. commercio, servizi, uffici): fino a 200 addetti.
Attenzione: il Datore di Lavoro deve comunque frequentare un corso di formazione (da 16 a 48 ore a seconda del rischio) e seguire i corsi di aggiornamento quinquennali.
RSPP esterno o interno: quale scegliere?
Se l’azienda supera i limiti sopra elencati, o se il titolare non ha tempo/voglia di formarsi, la scelta ricade sul dualismo RSPP interno o esterno.
1. RSPP Esterno: la scelta più frequente per le PMI
La maggior parte delle aziende italiane sceglie un professionista esterno. Perché?
- Competenza: un RSPP esterno lo fa di mestiere, è sempre aggiornato sulle leggi e ha esperienza su casi diversi.
- Imparzialità: essendo esterno, può segnalare problemi senza timore di gerarchie interne.
- Meno burocrazia: l’azienda non deve preoccuparsi dell’aggiornamento dell’RSPP esterno, poiché è onere del libero professionista mantenerlo.
2. Quando l’RSPP Interno è obbligatorio? (Art. 31 D.Lgs 81/08)
Esistono casi in cui la legge vieta di affidarsi esclusivamente a consulenti esterni. È obbligatorio istituire un servizio di prevenzione interno per:
- Aziende industriali a rischio incidente rilevante.
- Centrali termoelettriche.
- Impianti ed installazioni nucleari.
- Aziende per la fabbricazione ed il deposito di esplosivi.
- Strutture di ricovero e cura (Ospedali/Cliniche) con oltre 50 lavoratori.
RSPP esterno: fino a quanti dipendenti è consentito?
C’è molta confusione su questo punto. La risposta è: non c’è un limite massimo, a meno che tu non rientri nei casi specifici dell’Art. 31 citati sopra (es. ospedali o industrie a rischio incidente rilevante). Se hai un’azienda di servizi con 300 dipendenti, o una fabbrica metalmeccanica (non a rischio incidente rilevante) con 100 operai, puoi tranquillamente nominare un RSPP esterno. Non esiste un “rspp esterno obbligatorio” basato solo sul numero di dipendenti, ma sulla tipologia di rischio.
Quali sono gli obblighi RSPP esterno? Una volta nominato, il consulente non mette solo una firma. I suoi obblighi includono:
- Individuazione e valutazione dei rischi (collaborazione alla stesura del DVR).
- Partecipazione alla Riunione Periodica annuale.
- Proposta di programmi di formazione per i lavoratori.
- Elaborazione delle misure preventive e protettive.
Hai dubbi su quale figura nominare?
Capire se puoi fare da solo, se ti conviene delegare tutto a un RSPP esterno o se la tua azienda ricade in casistiche particolari, non è sempre immediato. Sbagliare la nomina significa che l’azienda è formalmente scoperta, con tutti i rischi penali che ne conseguono in caso di controllo.
Descrivici via telefono la tua realtà aziendale. Un nostro tecnico verificherà i requisiti di legge e ti risponderà con un parere preliminare chiaro su quale sia la soluzione più sicura ed economica per te.
L’esperto risponde
A cura del Responsabile Tecnico Sicurezza – Alfa Italia Group.
“Il dilemma è sempre lo stesso: ‘Lo faccio io per risparmiare o pago un consulente?’
Fare l’RSPP in proprio significa assumersi oneri tecnici pesanti: scadenze, aggiornamenti normativi costanti e responsabilità penale diretta su ogni virgola del DVR.
Spesso un RSPP esterno costa meno del tempo che perderesti a seguire i corsi obbligatori. Se sei indeciso, raccontami che attività svolgi e quanti dipendenti hai: ti dirò subito qual è la soluzione più conveniente (e sicura) per il tuo caso specifico.”
